Visualizzazione post con etichetta pasta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pasta. Mostra tutti i post

venerdì 17 aprile 2020

MTC Coronavirus Fusilloni in Salsa di scarti di Tropea



Il Coronavirus è una bestia che in questi ultimi giorni mi sta demoralizzando moltissimo, ma non bisogna cedere, non devo cedere.
Non si deve cedere ai prepotenti!
Fortunatamente la "truppa" o meglio...la Community dell'MTChallenge   si è rimessa in movimento, proprio grazie al Coronavirus che  obbliga le persone a trascorrere molto più tempo a casa.
In sordina, dunque, è partita una nuova sfida con il tema dell'uso degli scarti
Scarti (non avanzi....), cioè quelle parti, di qualsiasi natura esse siano, che normalmente buttiamo nella spazzatura.
Invero ho già prodotto una pastasciutta per questa "sfida in sordina", ma l'errato formato di pasta ha complottato contro la corretta riuscita del piatto e dunque, oggi, ho voluto ritentare.
Ieri avevo realizzato una salsa con il verde (esclusivamente quello) delle cipolle di Tropea e il torsolo del cavolfiore. Con questa salsa avevo condito dei meravigliosi tagliolini della Val di Vara ma credo di aver capito che questo tipo di pasta, seppur ottima, non può sostenere una mantecatura. Oppure, semplicemente, non può essere mantecata da una principiante come me.
Dunque ho voluto ritentare ma non c'era più traccia di cavolfiore nel frigorifero di casa e mi sono trovata a dover cambiare ricetta.
Mi sono ispirata in maniera evidente ai "bigoli in salsa", ricetta tipica del Veneto, anche se l'ho replicata a mio modo.
L'ispirazione era la medesima anche ieri, solo che me ne ero discostata molto di più.
Gli ingredienti di oggi  sono: le estremità e le guaine delle cipolle di Tropea, le acciughe sotto sale e due manciate di pisellini.
Io utilizzo acciughe sotto sale, Anzi...diciamo che ne compro una certa quantità, poi le pulisco bene e le conservo in un barattolo sott'olio, così le ho sempre pronte a disposizione. Questo fa si che perdano anche un po' dell'eccesso di sapidità, pur restando ben saporite e carnose. 
Con questa salsa ho condito dei grossi fusilli all'Alga Spirulina che avevo acquistato la scorsa estate al mare, perchè a Grosseto, nei pressi dell'ormai in disuso ippodromo, c'e' un'interessante produzione di quest'alga e mi era capitato di andare a curiosare un po'...
Vi posso assicurare che il sentore dell'alga è talmente lontano che se anche la propongano per mangiarla con il pesce, potrebbe resistere, senza retrogusti di alcun genere, anche un ragù.
Forse ci si può accorgere di un leggero aroma se condita con olio a crudo.
Ah...dimenticavo, una salsa di sola cipolla è  molto meno ostica di quanto si sia portati a credere.
Non crediate che il sapore sia forte e pungente. Niente affatto! La cottura lunga e lenta la rende dolce e per nulla aggressiva.
Persino ieri che ho usato solo ed esclusivamente la parte verde della cipolla di Tropea, sono rimasta stupita di quanta differenza ci fosse tra l'assaggio a crudo e quello finale. Un abisso.

Direi che ora sso passare a descrivere la ricetta.

Fusilloni in Salsa... di cipolle di Tropea

Ingredienti (per 2 persone)

500 ml di brodo vegetale
gli scarti di 5 cipolle di Tropea
4 filetti di acciuga sotto sale
2 manciate di pisellini Primavera
2 spicchi di aglio
vino bianco
sale
olio
pepe
parmigiano (facoltativo)

Per il brodo vegetale
700 ml di acqua
1 carota
un gambo di cipolla di Tropea
un ciuffo di foglie di sedano
3 foglie da salvia
1 rametto piccolo di rosmarino
sale

Realizzate il brodo raccogliendo in una pentola tutti gli ingredienti, dopo averli mondati e sciacquati e portate a bollore.
Abbassate la fiamma al minimo e dedicatevi al resto della ricetta.
Prelevate dalle vostre cipolle le parti che normalmente non utilizzate, lavatele ed affettatele sottilmente.
Pelate ed affettate sottilmente anche l'aglio ed unitelo alla cipolla, senza farvi troppi problemi.
Versate in una padella un po' di olio insieme al trito che avete appena realizzato.
Ponete la padella sulla fiamma più piccola del vostro piano cottura e mescolate; appena inizierà a sfrigolare, sfumate con il vino bianco
Lasciate che l'alcol evapori ed abbassate la fiamma al minimo.
Le vostre cipolle devono appassire lentamente, sino a ridursi quasi ad una crema. 
Onde farle stufare senza bruciarle, di tanto i tanto, allungate il fondo di cottura con un piccolo mestolo di brodo ormai sicuramente bollente da un po' di tempo.
Quando le cipolle saranno quasi ridotte in crema, unite in padella i pisellini e, con l'aiuto di altro brodo portateli quasi a cottura. Spegnete la fiamma, anche quella del brodo.
ll condimento è pronto!
A questo punto mettete sul fuoco la pentola della pasta e quando l'acqua bollirà, salate e versatevi la pasta di vostra scelta. Propendo per quella corta, ma anche degli spaghetti di un certo calibro, sarebbero ottimi. Nel qual caso, potreste anche omettere i pisellini.
Tenete ora in conto che avete bisogno di una padella di dimensioni adeguate ad accogliere la pasta affinchè possiate procedere a mantecarla  in maniera corretta.
Dunque decidete se utilizzare una nuova padella o se potete continuare ad utilizzare, senza rischi,  quella precedente.
Ciò premesso, ponete sul fuoco la padella con la salsa di cipolla, allungatela con un mestolo di brodo e quando avrà preso calore, stemperatevi 3 o 4 filetti di acciuga, precedentemente dissalati e puliti. Lasciate che il composto si amalgami bene.
Aggiungete in padella un altro mestolo di brodo caldo: è importante che la salsa sia ben amalgamata, abbondante, "lenta" e calda.
Queste sono le premesse affinchè possiate predisporvi a quanto di più importante esista nella cucina, in relazione al condimento dell'italica... pastasciutta... con sugo caldo!
Tre minuti prima che la pasta sia al dente, prelevatela  dall'acqua senza scolarla e versatela direttamente nella padella con la salsa....calda. 
Mentre mescolate, versate in padella anche un filo di olio a crudo e continuate a muovere la padella e a mescolare la pasta.
Assaggiate la vostra pasta per capire se ha raggiunto la cottura ed ancor di più per regolarne la sapidità.
Nel caso debba ancora cuocere, aggiungete altra acqua di cottura della pasta.
Quando sarà cotta al dente, prelevate la padella dal fuoco e...portate in tavola!
Io ho aggiunto anche un po' di pepe e una spolverata (non eccessiva) di parmigiano. Ci stava bene!

P.S. Questa pasta, comunque, ha una cottura pessima.
Prima di toglierla dalla pentola, alcuni fusilli, erano quasi disfatti ed altri quasi crudi.
Il problema è che si rompe facilmente.
Comunque sia, sono abbastanza soddisfatta!












giovedì 21 maggio 2015

MTChallenge n. 48: pasta, pomodoro e ceci



Siamo italiani, abbiamo la pasta e tutto il mondo ce la invidia.

Nessuno, all'infuori di noi la sa cuocere e forse anche noi abbiamo qualche incertezza ma le regole per l'ottimale cottura degli spaghetti, le potete trovare qui.
La sfida di questo mese non ha suscitato in me preoccupazione alcuna, vuoi perchè avevo altri problemi da affrontare, vuoi perchè la pasta con il pomodoro fresco, come spiegata da Paola Sabino è un must di casa e l'unica incertezza era costituita dalla possibilità di inserirla come pasto, in una giornata che già non fosse carica di altro cibo.
Riconosciamolo: un piatto di pasta con il pomodoro è davvero il confort food per eccellenza. 
Cosa potremmo trovare di altrettanto coinvolgente quanto una fumante ed allegra  "fiammenghilla" di spaghetti aglio, olio e peperoncino, con l'aggiunta di qualche pomodorino fresco?
Praticamente nulla e se qualcuno ce li propone, nonostante eventuale dieta stretta, è davvero difficile rinunciarvi.
Quest'ultima sfida MTC, dunque, ha suscitato in me una pacata ricerca di un piatto di pasta che potesse stuzzicare anche in ragione di un tocco di leggera novità.
Allora: pasta e ceci. Ok, nulla di troppo nuovo.
Ai quali aggiungere  il pomodoro secondo le regole date da Paola Sabino, qui e poi?
Poi cominciamo a dire che la pasta scelta sono le "casarecce" di Gragnano, che mi è parso ben potessero abbinarsi con i ceci.
Quelli utilizzati da me non sono i soliti ceci, ho infatti scelto il "cece rugoso della Maremma", un cece dalle dimensioni contenute rispetto a quelli più comunemente conosciuti.
Si tratta di un legume coltivato e prodotto nella così detta "Terra dei Tufi" che comprende gli splendidi borghi di Sorano, Pitigliano e Sovana. Questa zona presenta un terreno particolarmente adatto per la produzione di legumi; oltre ai ceci rugosi, infatti, troviamo, il cece nero, il fagiolo tondo (una varietà di cannellino), il fagiolo ciavattone e il borlotto nano.
Si tratta di prodotti che fanno parte di un progetto sulla biodiversità voluto dalla Regione Toscana.
Questi ceci hanno un sapore assai più tenue ed una consistenza più "sottile", meno "pastosa". ed invasiva.
Insomma, mi sono sembrati ottimi per arricchire la pasta ed in abbinamento ai pomodorini Piccadilly.
Ho quindi leggermente innovato il piatto, semplicemente aromatizzandolo con abbondante timo ed una grattata di scorza di limone.

Pasta, pomodoro e ceci



Ingredienti (per 3 persone)
200 g di casarecce
120 g di ceci lessati  (conservando la loro acqua di cottura)
400 g di pomodori Piccadilly
2 spicchi di aglio
olio
pepe 
sale
timo fresco qb
1/2 limone (la scorza)
pecorino romano

Il giorno prima lessate i ceci precedentemente lasciati in ammollo in acqua fredda, per circa 12 ore.
Prelevate 60 g di ceci dal quantitativo complessivo, unitevi due cucchiai della loro acqua  e riduceteli in purea con l'aiuto del frullino ad immersione.
Ponete sul fuoco una piccola padella con un giro d'olio, fatevi soffriggere uno spicchio d'aglio ed eliminato quest'ultimo, scaldatevi la purea ed i rimanenti ceci facendoli insaporire. 
Lavate e tagliate i pomodori Piccadilly  prima per il lungo e quindi suddividete ogni metà in due o tre pezzi a seconda della grandezza del singolo pomodoro.
Ponete sul fuoco moderato una padella di ampiezza tale da poter contenere anche la pasta, una volta cotta.
Versatevi un giro d'olio (basta davvero ungere il fondo) ed unite il secondo spicchio di aglio che farete soffriggere lentamente fino a farlo imbiondire.
Togliete l'aglio, alzate momentaneamente la fiamma ed unite i pomodori a pezzi insieme ad un rametto di rametto di timo. Fate "avvampare" i pomodori per 3-4 minuti quindi abbassate la fiamma e versate nella padella la purea di ceci,
Insaporite con sale, pepe, altro timo ed un grattata di scorza di limone. Se il fondo dovesse risultare troppo asciutto, allungatelo con qualche cucchiaio di acqua di cottura dei ceci. In qualche minuto avre
Nel frattempo avrete messo sul fuoco anche la pentola con l'acqua necessaria alla cottura della pasta.. Al bollore, versatevi una manciata di sale grosso ed infine la pasta.
Poco prima del termine di cottura, quando vi verrà da pensare che le casarecce siano "ancora un po' indietro", scolatele immediatamente, conservando un mestolo della loro acqua che verserete nella padella del sugo. 
Unitevi le casarecce, sino a completamento della cottura  SENZA eliminarne, tuttavia, in maniera integrale, "l'anima" interna.....
Condire con una spolverata di pecorino romano e, volendo, anche con un giro d'olio a crudo (a me pitce molto!)

Ed anche questo mese, mi aggiudico la partecipazione a questo 48esimo  MTC .grazie a questa pastaciutta che mi assaporo anche solo raccontandola. 












giovedì 4 dicembre 2014

Gli ziti con le sarde di Cristina e la loro imitazione

Crescono, le blogger crescono e alcune, ormai, dopo una certa gavetta, stanno davvero raccogliendo soddisfazioni.
E' il caso di Cristina Galliti, una lombarda naturalizzata toscana.
Cristina è titolare di Poverimabelliebuoni: un blog che si occupa della cucina dedicata al pesce povero e, quindi, ad acciughe, sarde, sgombri e a tutto quel pesce che ha costi contenuti ma è "bbono" e saporito assai anche se solitamente... non "fa fino".
Ma poi chi lo dice che....non "fa fino" ?
Quel pesce, se trattato in maniera sapiente e con corretti abbinamenti, può realmente stupire.
La cosa è tanto vera che Cristina, partecipando tramite il suo blog, al contest "I Magnifici 6" (qui trovate il regolamento), organizzato dall'Associazione Italiana Foodblogger (AIFB) d'intesa con l'Associazione Nazionale Città dell'Olio, ha vinto un premio più unico che raro: potrà partecipare ad un Corso di Cucina presso la scuola di Alfonso Iaccarino, noto chef del Ristorante Don Alfonso 1890 a Sant'Agata dei due Golfi.
Alfonso, insieme al fratello Ernesto Iaccarino hanno fatto parte della giuria che ha provveduto alla selezione delle ricette più interessanti, decretando, infine, quella vincitrice.
Per partecipare al contest, il giorno 8 settembre u.s., Cristina ha pubblicato sul suo blog questa ricetta con questa foto:


Nella pratica, quella pubblicata su Poverimabelliebuoni è una ricetta di pasta con le sarde alla quale Cristina ha attribuito originalità rivisitandola attraverso l'utilizzazione degli ziti (la ricetta tradizionale prevede l'uso di bucatini), l'uso di un brodetto di pesce assai saporito e ben strutturato e la realizzazione di un'emulsione di olio, pinoli e latte che arricchisce ed offre un tocco di eleganza al piatto.
Questi elementi, uniti all'ideazione del'uso delle sarde per "impiattamento", sono frutto della creatività di Cristina.
Qualche giorno fa, sfogliando Alice Cucina (nota rivista legata anche all'altrettanto noto canale TV) del mese di dicembre, lo stupore mi ha colta perchè ho pensato che la direzione della rivista avesse contattato Cristina per invitarla a pubblicare la sua ricetta sul numero di questo mese, ma per quanto mi sforzassi di rintracciare da qualche parte il nome della mia amica e del suo blog, non sono riuscita a trovarne indicazione alcuna.
Gli autori, dunque, hanno tratto da "Poverimabelliebuoni", l'utilizzazione degli ziti in luogo dei bucatini; il brodetto di accompagnamento ed, infine, la particolare modalità di "impiattamento".
Ora mi chiedo: possibile che una rivista specializzata di tale tiratura e notorietà, non sia in grado di partorire un'idea un po' diversa da quella di Cristina?
E' vero, la ricetta pubblicata su Alice Cucina si discosta per la mancanza di alcuni particolari da quella pubblicata sul blog della mia amica, ma l'evidenza della fonte ispirativa è ancor più palese nel momento in cui si pongano a confronto le due fotografie.
Come non riconoscere una forte coincidenza tra i mazzetti di ziti di Cristina e quelli di Alice Cucina?


Suvvia....per ispirarsi in maniera così evidente, non sarebbe stato assai più giusto, corretto, opportuno e....dignitoso, contattare la titolare del blog, chiedendole la disponibilità a cedere la sua idea o, quantomeno, la sua foto?
La tutela dei diritti dei foodblogger non rientra tra gli scopi dell'AIFB, nè ciò, allo stato, sarebbe giuridicamente possibile, ma è certo che l'Associazione sta consentendo la costruzione di una "rete" e di legami che sempre più permetteranno di monitorare quei comportamenti che, se sono ritenuti scorretti quando posti in essere da singoli foodblogger alle spalle di altro "collega", ancor più suscitano meraviglia se manifestati da riviste di settore che operano e pubblicano con scopo di lucro.
Beh, mi spiace, da una rivista non me l'aspettavo proprio!
....E Cristina crescerà ancora!





lunedì 27 ottobre 2014

Lasagne al forno con granchio, gamberi e cozze - MTC n. 42


E sarà...un'avventura, diceva quel mito di Lucio Battisti! 
E non sbagliava, poichè realizzare un piatto di lasagne al forno per il 42simo MTC pensato da Sabrina di Les Madeleines di Proust, altro non avrebbe potuto essere, visti gli impegni, lavorativi o meno, nei quali mi sono trovata coinvolta in questo mese di ottobre.
 In stato confusionale per la preparazione richiesta da Pasta Garofalo in vista del Salone del Gusto, questa ricetta si è stagliata netta nella mia mente sin dai primissimi giorni di apertura della sfida MTC di ottobre, ma impastare, cucinare, fotografare e mangiare, è stata una vera gincana.
E se cucinando, sorrido, diciamo che se non avessi dovuto fotografare, avrei potuto essere anche più contenta...
Felice, però, si è rivelata l'idea di rielaborare una salsa del "mio amico" Roux per realizzare queste lasagne al forno con il pesce; granchio, gamberi e cozze.
Del resto, se capita di leggere che la salsa Thermidor è ottima in abbinamento con il granchio ed i crostacei ed è idonea anche a reggere la gratinatura,...è ovvio che la lampadina emetta subito una luce brillantissima e l'idea possa stagliarsi nell'aere, prendendo forma e quindi...sostanza.
Il problema vero non è stato tanto il equilibrare e riassestare gli ingredienti a mio uso e consumo ma soprattutto trovare il tempo per porre in tavola questo manicaretto non di poco conto.
Non me ne vogliano gli amanti dell'italico gusto, ma la lasagna intesa secondo i dettami classici della gastronomia emiliana, ha calcato le mense di casa mia solo quando eravamo bambini; poi mia madre dichiarò che trattavasi di piatto in auge nel dopoguerra, che noi non eravamo più dei bambini aggiungendo a ciò anche il rilievo del suo svilimento determinato dall'uso invalso di servirlo nelle tavole calde e nelle mense aziendali.
Insomma, la lasagna al forno, mitico piatto, venne bandita dalla tavola delle grandi occasioni.
E' ricomparsa oggi, entrando dalla porta di ingresso vista la sua nomination tra i candidati a rendere onore alla mensa di una cena familiare importante.
Non sto ad elencarvi le peripezie e gli orari nei quali ho realizzato i componenti di questa ricetta e quelli del suo assemblaggio, perchè la fatica che farei sarebbe paragonabile solo a quella già sofferta per giungere all'inserimento della teglia in forno. Però questo dice anche che trattasi di un piatto realizzabile per gradi e nei momenti liberi (...ne avessi mai avuti...;-)




Per la sfoglia ho seguito le indicazioni di Sabrina e devo dire che ho fatto un pochina di ginnastica ma non ho avuto alcun momento di incertezza. L'importante è realizzare un impasto morbido ed elastico. 
Con la prova odierna credo di poter affermare che questi anni di partecipazione alla sfida più seguita del web, mi abbiano consentito di acquisire quel minimo di esperienza atta a riconoscere il grado di morbidezza ed elasticità di un impasto. 
E', infatti, solo l'esperienza personale, con i conseguenti ed ovvi errori, quella che consente di imparare. Anzi, direi che adesso sarei pronta per la realizzazione di una sfoglia "colorata" ma in questa occasione non potevo permettermi fallimenti: mi sono trovata nella condizione del "o la va o la spacca"!
Ciak - si gira! Buona la prima (ed unica di questo MTC)

Per la sfoglia
120 g di farina 0
66 g di farina di grano duro
2 uova medie
20 ml di acqua  (utilizzandola nei limiti utili a seconda dell'assorbimento della farina)

Realizzata una fontana con le farine, porvi all'interno le uova e, con l'aiuto di una forchetta cominciare ad amalgamare. Una volta che la farina comincia ad essere minimamente assorbita, unire anche una parte dell'acqua. 
Lavorare energicamente l'impasto sino a che l'impasto diventa liscio, morbido ed elastico, utilizzando all'occorrenza altra acqua o poca farina.
Fra riposare l'impasto ottenuto coperto da una ciotola per circa mezz'ora, quindi stenderlo con il matterello sino allo spessore di circa un millimetro.
Per la tecnica di stesura della sfoglia seguire le indicazioni di Sabrina: "Impugnare il matterello tenendo le mani vicine e facendo pressione con il pollice e il palmo appena sotto. Partire dal cento e ruotare spesso la sfoglia. Man mano che cresce la ruoto arrotolandola sul matterello. I fianchi devo ondeggiare. Per farla tonda, far scorrere le mani su e giù per il matterello".

Una volta stesa lasciare la sfoglia ad asciugare prima di tagliare le lasagne.

Per il condimento
250 g di polpa di granchio
500 g di cozze
200 g di gamberi
350 ml di latte
50 g di farina
30 g di burro
2 spicchi di aglio
1 carota
mezzo gamba di sedano
2 funghi champignon (facoltativi *)
vino bianco
prezzemolo
sale
pepe
noce moscata
timo
scorza di mezzo limone
2 cucchiaini di senape in polvere.
1 cucchiaio di Cognac

Sgusciare i gamberi, togliendo il filetto nero interno e raccogliere le teste da una parte.
Pulire e far aprire le cozze raccogliendole in una pentola contenente un giro di olio, un ciuffo di prezzemolo, uno spicchio di aglio ed una spruzzata di vino bianco.
Nel frattempo far soffriggere uno spicchio di aglio in altra pentola, porvi le teste dei gamberi e quando anche queste iniziano a sfrigolare, schiacciarle per farne uscire gli "umori" interni.
Scolare le cozze dal liquido che si è formato nel procedimento di apertura, trattenendo l'acqua; versare quest'ultima sul soffritto di aglio e teste di gambero. Aggiungere anche la carota, il sedano, il prezzemolo, gli champignon*, due dita di vino bianco, la scorza di mezzo limone (eliminata la parte bianca) e 300 ml di acqua.
Portare a bollore, abbassare la fiamma al minimo e lasciar sobbollire per 45 min.  Si otterrà una quantità 
Realizzare la besciamella portando a liquefazione il burro e, versata la farina, farla tostare per alcuni minuti. Aggiungere il latte e portare il tutto ad ebollizione, condendo con sale, pepe e poca noce moscata.
Unire in una casseruola, 200 ml di fondo di pesce ottenuto e la besciamella, portando a bollore per circa 10 min., sempre rimescolando.
Unire a questo punto anche 2 cucchiaini di senape in polvere, precedentemente diluiti in poca acqua calda, condire con sale e pepe, una spolverata di timo secco e, in ultimo, anche un poco di prezzemolo tritato e un cucchiaio di cognac.

Eliminare la valva delle cozze.
In una padella far soffriggere uno spicchio di aglio ed un poco di prezzemolo tritato.
Quando l'aglio comincia a dorare, eliminarlo ed unire la polpa di granchio ed i gamberi. Sfumare con un poco di fondo di pesce precedentemente realizzato. Aggiustare di sale e pepe ed una spolverata di timo secco. Aggiungere in ultimo anche le cozze sgusciate. 
E' una operazione che richiede pochi minuti poichè il pesce non deve cuocere troppo: è sufficiente che gamberi e polpa di granchio raggiungano le rispettive colorazioni arancio e rosa.

Portare ad ebollizione l'acqua per la cottura delle lasagne e preparare anche una bacinella con acqua fredda.
Quando l'acqua bolle, porre all'interno della pentola due o tre lasagne per sbollentarle. Non è bene che la cottura sia completa, è bene, al contrario, che vengano estratte dalla pentola, con l'aiuto di una mandolina, quando sono ancora al dente.
Scolare, dunque, le singole lasagne ed immergerle all'interno della bacinella con acqua fredda al fine di fermarne la cottura. Sbollentare con questo stesso procedimento, tutte le lasagne.
Estrarle, poi, dall'acqua fredda e depositarle ben spianate su un canovaccio pulito al fine di consentirne l'asciugatura. 
Ungere una pirofila con olio, sporcarne il fondo con la salsa realizzata e cominciare a stendervi le lasagne sino a coprirlo; stendere sulle lasagne alcuni cucchiai di salsa e disporvi il pesce appena scottato.
Proseguire alternando i vari strati, sino ad esaurimento degli ingredienti.  
Porre in forno preriscaldato a 180° C per 15 minuti e proseguire con la gratinatura per non più di 5 minuti.

n.d.r.: 
a) Ho impastato una sfoglia con 200 g di farina totali e 2 uova ma la realizzazione della ricetta per una pirofila quadrata idonea ad ottenere 4 porzioni, a 5 strati, ne ha richiesta meno e una parte di pasta è ancora nel congelatore.
b) Per la salsa mutuata da Roux, ho dovuto aumentare la quantità di farina altrimenti non avrei ottenuto la cremosità necessaria per le lasagne al forno. Quella del maestro è pensata per essere assai più liquida. Inoltre ho modificato le aromatizzazioni: la finalità era quella di ottenere un sapore elegante ma pur sempre idoneo ad accompagnare una lasagna con pesce, cozze incluse...
c) Non mi sono fidata della polpa di granchio in scatola di più facile reperibilità; l'ho acquistata congelata alla Metro
Gamberi e cozze erano freschi anche perchè, in caso contrario, non avrebbero potuto cedere gli "umori" necessari alla realizzazione della ricetta.
c) * Roux richiede sempre i funghi champignon per la realizzazione dei suoi fondi. Io ero incerta, temevo l'alterazione del sentore di pesce, ma avendoli per puro caso nel frigorifero, ho preferito utilizzarli e, anche all'assaggio, il fondo risultatone non mi ha determinato pentimenti e delusioni

Con questa ricetta partecipo all'MTC del mese di ottobre 2014

gli sfidanti